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Guarda che Luna


per i vostri splendidi occhi by uri140208 - ore 12:39
domenica, 29 marzo 2009

    Scelgo di vivere la mia esistenza come un quadro dipinto in prospettiva fiamminga: una dinamica quasi palpabile e imperfetta. In fondo non è altro che un racconto e tutto quello che vale la pena fare è arricchirlo di dettagli, fare esperienze che lo rendano una lettura appassionante.
    Vivere all'insegna di quello che in natura viene chiamato altruismo reciproco.
Potrò dirmi soddisfatta quando la storia che più mi piacerà ascoltare sarà quella della mia vita.
    Personalmente ho rincorso la perfezione in tutti questi anni ma non mi sono mai resa conto che la perfezione era nell'imperfezione, nella confusione con cui ricercavo me stessa e i miei limiti. Limiti. La vera sfida non era sfondarli ma vederli e accettarli, grazie a loro mi viene data l'autentica possibilità di esercitare la mia libertà.
    Scegliere.
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categoria : sentimenti, urì

per i vostri splendidi occhi by uri140208 - ore 16:26
mercoledì, 24 dicembre 2008

Piccola Urì: <<mamma, ma Babbo Natale esiste?>>

Mamma di Urì: <<tesoro, tu credi che esista?>>

p. U.: <<si...>>

M.: <<e allora vuol dire che esiste.>> sorridendomi.

Le sarò eternamente grata per quella risposta.

Buon Natale a tutti!

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categoria : filosofia, urì

per i vostri splendidi occhi by uri140208 - ore 20:21
domenica, 30 novembre 2008

Eh si dopo due mesi passati a calpestare con insistenza le strade di Londra credo proprio di poterlo dire... avrei potuto scrivere anch'io delle mie proménades come Rousseau...camminare dà il giusto tempo ai pensieri.
Ad ogni modo ci sono delle cose che vorrei raccontare di Londra...innanzitutto qualcuno per favore mi spieghi perché gli inglesi contano sempre gli scalini!
Detto questo...ed era un po' che volevo fare questa domanda... vorrei suggerire alcune cose da fare assolutamente quando si viene qui: per apprezzare Londra partite quando è già buio dalla zona di Tower Hill, camminate lungo il Tamigi verso la Tate, salite al 7. piano e prendete un the alla menta. Lo fanno solo con le foglie di menta nell'acqua bollente.
Poi scendete e continuate a camminare verso Temple attraversate Waterloo Bridge, fermatevi al centro e guardate nella direzione del Big Ben. A quel punto sarete talmente suggestionati dall'atmosfera che offre questa città che vi sembrerà di essere nel mondo di "Peter Pan".
Io ho avuto davvero la sensazione di guardare il cielo, stellato, ed essere sicura di sapere quale fosse la strada per "l'Isola che non c'è".
Nel freddo che si prova da soli nel mezzo di un ponte a guardare qualcosa che non puoi condividere, almeno non immediatamente, così, mi sono sentita pervadere dal calore e ho voluto bene a questa città, a quello che sto facendo qui e finalmente quel maledetto mattone nello stomaco è diventato più leggero.
Gli ultimi giorni li ho passati per queste strade chiacchierando con la mia amica lontana, ricordando il passato, progettando il futuro e godendomi il presente al giusto ritmo di un passo dopo l'altro.
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categoria : londra

per i vostri splendidi occhi by urigami - ore 17:18
mercoledì, 19 novembre 2008

Già da un po' di tempo mi balenava in testa un'idea che, per un motivo o un altro, fin'ora non riusciva a trovare la forma scritta. Tutto nasce da questa canzone (Viva la Vida, appunto) dei Coldplay che da un po' gira nel mio lettore Mp3. Una canzone che, secondo me rende l'idea, che ascolti correndo in bici per andare a un appuntamento a cui sei in ritardo o mentre guardi il cielo e ha il potere di farti assorbire da esso rendendo l'intorno un via vai che perde senso per te.

Ebbene, in un'intervista il cantante Chris Martin, da bravo ragazzo così come tutti i tabloid lo definiscono stupiti che non si fa di niente ed è un salutista (cosa strabigliante a quanto pare per un cantante), dichiarava di essere stupito dal fatto che da quando hanno avuto successo gente del calibro degli U2 o Eric Clapton quando li incontravano in giro ai concerti o nelle varie occasioni non li salutano neanche. Con ingenuità si chiedeva perchè e percome.

Anch'io di recente nella mia vita sarò diventato più ingenuo o, come Chris per Gwyneth, sarò folgorato dal lavoro di Cupido e me ne vado in giro con gli occhi trasognanti cantandomi Viva la Vida, fuori dalla disillusione che mi ha tenuto prigioniero per anni, non tanto con le farfalle nello stomaco, ma con le ali di gabbiano sulla schiena. La gente questo lo vede, eccome se lo vede. E poi lo sente, eccome se lo sente.

Allora voi sapete bene cosa significa e cosa si indica con il termine "compassione". Compassione deriva da cum-pathos, con lo stesso pathos, inteso quest'ultimo come la condizione prima dell'umano gettato nel mondo e quindi esposto, suo malgrado, al "sentire sulla propria pelle". Con la stessa passione, cum-pathos, non indica una tonalità del sentire, rimanda direttamente al sentire l'altro di cui io ho compassione, di cui, cioè, io sento su di me ciò che tu senti su di te. E fin qui vi sarà, spero, tutto chiaro. Ma facciamo alcuni esempi lampanti.

Immaginate una donna mentre viene delapidata, qualcuno riverso per terra in strada sofferente, qualcuno che piange disperatamente, un bambino senza una gamba finito su una mina anti-uomo, ecc. Sentite la compassione... prendetevi un attimo... la sentite no? Non è difficile sentirla, anzi scommetto vi viene spontanea (almeno che voi non abbiate perso ciò che di umano c'era in voi).

Adesso, con lo stesso esercizio, immaginate una persona felice che sta sorridendo, una coppia che si bacia appassionata per strada, un bambino che salta felice in un prato, le lacrime di gioia del volto rugato di sofferenza di una mamma che sta partorendo, ecc. Provate compassione? Siate sinceri... Se sì, allora non sono incazzato con voi, ma con quelle persone che non ce la fanno proprio, con quelle che provano compassione solo vedendo le vostre sfighe, con quelle che non immaginano neanche che la compassione possa essere anche positiva, compassione della felicità di un altro, "sento
la tua gioia sulla mia pelle", con quelle per cui la compassione positiva si chiama invidia, per quelli che, addirittura, non resistono e fanno di tutto per tirarti giù da in mezzo a quelle stelle tra cui hai fatto così tanta fatica a salire.

A questi ultimi non mi resta che dire, sottolineando qualche verso: Viva la Vida e buon ascolto.



I used to rule the world
Seas would rise when I gave the word
Now in the morning I sweep alone
Sweep the streets I used to own



I used to roll the dice

Feel the fear in my enemy's eyes
For some reason I can't explain
People couldn't believe what I'd become


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categoria : sentimenti, fenomeni, empasse

per i vostri splendidi occhi by uri140208 - ore 17:00
domenica, 02 novembre 2008

Londra...
ma che razza di citta' e'?
Un attimo e' grigia e cupa e ti sembra che nessuno mai potrebbe essere felice qui, un attimo dopo sembra perfetta, disegnata, come in un cartone animato giapponese dove i personaggi per girare l'angolo arrivano fino in fondo alla strada poi si fermano si girano e svoltano per continuare a camminare con le suole delle scarpe che producono quel suono inconfondibile quando incontrano l'asfalto.
In un attimo sembra di vivere in una realta' in cui tutto quello che speri puo' avverarsi e non e' piu' poi cosi' cupa, anzi!
Ditemi voi, cosa si dovrebbe pensare di una citta' tanto ingannevole?
Ti fornisce tutto e piu' di quello che puo' servire ad una persona in tutta una vita ma e' l'arma a doppio taglio piu' pericolosa davanti a cui mi sia trovata nella mia breve vita.
Un po' come quelle persone che prostituiscono la loro intelligenza mettendola al servizio solo di loro stessi sembrando cosi' affabili, simpatici, incredibilmente disponibili tanto che senti un misto di attrazione e mistero che ti spinge dritto a giocare il ruolo che loro hanno costruito per te nel loro infernale piano, a volte addirittura non lo fanno neanche intenzionalmente, sono solo cosi': nati e cresciuti per essere totalmente inutili, il loro inconsapevole scopo e' di sopravvivere agli altri.
Beh Londra e' davvero un po' cosi': pensa solo a se stessa, non gliene importa di chi sei o di chi non sei, basta che hai voglia di fare qualcosa che sia producente e parli la sua stessa lingua. Stai diventando solo una pedina nel suo grande gioco, per  questo  gioco maledetto senti un'attrazione irrefrenabile, induce in te la sensazione di essere indispensabile eppure tu intuisci che non puo' essere cosi'! Ma quella sensazione di utilita'... ti stuzzica troppo e alla fine senza neanche rendertene conto ti ritrovi a lavorare per lei, felicemente appagato.
Esattamente come con i furbi e le gatte morte, ti rendi conto di essere stato nulla piu' che un dettaglio che ha contribuito ad affilare i oro artigli e a perfezionare le loro strategie.
Quello che voglio davvero dire pero' e' che se non sei nemmeno quel dettaglio, Londra si lascia ammirare, ti accoglie e ti lascia libero di andare quando vuoi anche se nel frattempo isitilla il desiderio di non partire piu'.
Negli ultimi giorni ho vissuto questa citta' con quattro occhi, non con due in piu'.
E' riuscita a spezzare i confini del mio cuore e sono diventata come una goccia d'olio su un piano scivoloso, ho avanzato, ho assunto la forma di molte persone, pur non trasformandomi in qualcos'altro, senza controllo.
Ora sono qui a parlarvi con le parole di chi sente di aver conosciuto l'amore molto presto, di chi non e' stato ancora disilluso dalla vita, di chi vuole continuare a credere che tutto sia possibile, di chi crede che sia davvero cosi'.
Vorrei parlarvi del Viandante ma tutti voi lo conoscete bene, ha fatto innamorare di questa citta' chi ancora non la conosce e riscoprire il proprio amore a chi l'ha vissuta o la vive.
So che alcuni di voi lo conoscono anche senza questo nome e che probabilmente non avete bisogno di queste parole ma io si.
Ho bisogno di ringraziarlo.
Scusatemi ma ci sono troppe cose che vorrei dire.

Le persone che incontri sul tuo cammino danno forma ai tuoi pensieri, a realta' gia' definite dentro di te ma che ciononostante non riesci ad afferrare finche' non le incontri.

Londra e' il posto migliore dove svilupparsi, dove l'introversione puo' diventare estroversione se vuole, dove l'inconscio puo' uscire allo scoperto.

Mi sono ritrovata questa mattina con una gran brutta sensazione. Qualcosa che associavo a un vuoto incolmabile sebbene capissi che non era proprio questo.

Non e' un vuoto quello che stamattina il Viandante ripartendo per l'Italia mi ha lasciato ma il compito di rendermi conto di come la felicita' abbia modo di esplodere solo in una vita articolata nella malinconia in cui le separazioni sono la normalita'.

Incontrando una persona che ha segnato moltissimo i miei passi in questo tempo che sto spendendo qui, la mia sensazione ha assunto la forma di un discorso, e in quel discorso il mio cuore contratto si e' disteso.

Dopo aver passato la mattinata a cercare di sciogliere i nodi che il mio cuore aveva formato contraendosi ho ripercorso i momenti passati insieme, finalmente, in questa citta' che era nel nostro destino ancora prima di incontrarci, e allora chiedo a voi se avete mai attraversato un ponte sopra al Tamigi in una notte d'inverno mano nella mano con Lui o con Lei, se avete mai passeggiato lungo le rive del fiume parlando e sparlando delle vostre vite, se avete mai mangiato ben due pizze koreane (di cui so il nome ma non so scriverlo) salsine afrodisiache che condiscono carne cucinata direttamente sul vostro tavolo mentre i vostri sguardi si incontrano in un unico esempio di complicita', chiedo a voi se vi siete mai sentiti piu' felici che nei vostri giorni di vacanza sia piovuto talmente tanto da avervi costretto a tornare nella vostra stanza d'albergo, o se avete mai attraversato una citta' a piedi senza alcun'altro desiderio che quello di farlo al suo fianco.

Beh la separazione e' il prezzo per emozioni tanto forti.

Questa e' la vita di oggi, che ci ha fatto perdere la condivisione di una quotidianita' familiare ma ci ha fatto guadagnare il ritrovarsi dopo un'avventura e raccontarsela con un entusiasmo che puo' tenerti sveglio fino all'alba.

La felicita' si dispiega in un momento.

Immaginate di essere in una situazione in cui la persona che amate e' lontana da molto tempo, immaginate che in ogni momento la vostra attenzione sia catturata dal pensiero di questa, un pensiero la cui intensita' vi raggiunga persino in un momento di concentrazione assoluta sul vostro lavoro, immaginate che la notte sognate la sua essenza, un'essenza che racchiude tutto il vostro sentimento, tutte le emozioni che avete provato insieme, immaginate che neanche nel sogno potete vederla che ne sentite solo la presenza e che questo sogno vi culli tutta la notte e che il risveglio vi riporti bruscamente alla realta', immaginate che in un momento di tristezza allucinate le sue braccia che vi avvolgono e che poi vi rendete conto che lui o lei non e' li' vicino a voi, riuscite a sentire il nodo alla gola che trattiene un pianto ormai inevitabile?

E ora immaginate che il momento del vostro incontro sia arrivato, immaginate di posare una mano sul suo viso...Non e' abbastanza?

Quanto vale quel momento?

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categoria : sentimenti, londra, viandante, urì

per i vostri splendidi occhi by uri140208 - ore 20:35
domenica, 26 ottobre 2008

"Ogni pensiero si oggettiva in rappresentazioni soprattutto verbali, e in azioni, ed e' in questo modo che e' disponibile alla riflessione. Cio' significa che il penisero non e' mai immediatamente presente alla coscienza di chi pensa nel momento della sua produzione ma solo dopo, come prodotto, come oggettivazione del pensiero stesso. Vi e' uno scarto incolmabile fra il pensare, a cui la coscienza non e' presente, e il pensato, accessibile alla coscienza."
(in Battacchi, 2006).
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categoria : filosofia

per i vostri splendidi occhi by uri140208 - ore 16:30
sabato, 25 ottobre 2008

Comincio ma non ho un vero inizio.
Non ho nemmeno una fine.

Forse l'unica cosa che mi passa per la testa e' che c'e' qualcosa che questa vorrebbe dire ma non sa cosa sia. Come succede sempre a tutte le persone del mondo.
Io sono molto giovane e non ho una pelle dura, che ha imparato a proteggersi da chi vuole ferirla, i suoi segreti non racchiudono una lunga o articolata storia.
Malgrado a volte questo mi faccia soffrire in qualche angolo remoto di me stessa, qualcuno direbbe che e' una gran fortuna perche' ancora non ho permesso alla disillusione di affaticarmi.
Non mi sembra abbastanza. Questa condizione mi imprigiona in qualcosa che vorrei dire ma che non ho il permesso di liberare, opinioni senza alcuna legittimita' che mi soffocano.
Sono venuta in questa citta' con la pretesa di modellare la mia vita.
Avevo molti progetti. Molti obiettivi da raggiungere.
Fra tutti uno ha sfiorato la corrente dei miei pensieri come una spia, come una voce lontana e vagamente percettibile. L'unico che non avevo annotato nella mia preziosa lista.
Sono seduta alla mia scrivania, davanti al mio computer, componendo questo assurdo post in un grigio sabato pomeriggio e mi rendo conto di aver percorso tanta strada nonostante sia passato solo un mese dal mio arrivo.
La mia pelle non si e' indurita, forse e' ancora piu' morbida. Mi rendo conto che la mia pelle in realta' non conosce quel processo, non e' cosi' che mi permette di vivere, non e' cosi' che trattiene per me gli eventi, non e' cosi' che costruisce la mia storia.
Qualcuno potrebbe chiamarla ingenuita'.
Io la chiamo con il mio nome perche' credo che in qualche modo io mi sia completamente fusa ma non confusa sebbene illusa con lei.
E' la mia unica arma. L'unica che conosco. In realta' le devo molto.
Ed ecco che Londra, la citta' degli eccessi e dell'apparenza mi ha trascinato con la sua essenza verso la prevedibile estremita' di me stessa e mi ha consegnato il grande tesoro che ogni viandante cerca: niente piu' di quello che avevo gia'.

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categoria : viaggi, londra, viandante, urì

per i vostri splendidi occhi by uri140208 - ore 23:34
sabato, 18 ottobre 2008

Stamane mi sono svegliata molto presto, troppo presto per essere sabato mattina, ma c'era qualcosa di familiare dentro e fuori di me che mi ha svegliato, naturalmente.
Il VIandante la chiama malinconia, io l'ho sempre chiamata depressione, ce lo siamo detti la prima volta che ci siamo trovati a parlare al tavolo di un bar.
Tecnicamente "malinconia" è il termine corretto per descrivere lo stato d'animo di queste giornate, se non vi dispiace, però, io continuerò a chiamarla depressione perché questo è il termine con cui mi sono sempre riferita alle mie sensazioni preferite; quelle che mi avvicinano alle persone, ai luoghi e soprattutto a me stessa. Me stessa, sì; da brava (un po' più che) ventenne quale sono, ho spesso bisogno di trovarmi e di avvicinarmi a quello che sento di essere...per chiarezza non tanto per filosofia!

Ad ogni modo questo vortice inaspettato (e mattiniero) di emozioni mi ha condotto di nuovo a Tower Hill.
tower hillHo visitato la Torre di Londra all'orario di apertura (9.00), perché a quest'ora non c'è ancora nessuno ed è molto meglio vederla nel silenzio di una città ancora nel torpore del risveglio.

Delle cose mi hanno suscitato della perplessità: ad esempio mi sembra una scelta infelice custodire i gioielli della Regina in un posto dove molte persone sono state  torturate e giustiziate.
Veniva mostrato il video dell'incoronazione della Regina...l'ho trovato eccessivo...mi chiedo cosa penseranno gli animali che hanno assistito a quell'evento. Tutto quello che ho visto non era necessario al superfluo per essere tale. Tutti quegli aggeggi, quei simboli, quelle formalità...non so... è che non capisco come faccia una persona che ha bisogno di essere assistita nella più banale quotidianità ad essere in qualche modo utile a qualcuno, chiunque esso sia, soprattutto se è più di uno, se è...il popolo! Infine mi sono interrogata su questa sorta di incoerenza fra l'atmosfera che ho vissuto oggi e quella che deve esserci stata un tempo: oggi sembrava di passeggiare in un affascinante borghetto medioevale con una vena di romanticismo fra una torre e l'altra, invece quelle torri hanno visto raccapriccianti torture, condanne a morte e brutali esecuzioni.
Mi ha riempito, per esempio, sedermi su una panchina, mentre il sole mi scaldava il viso leggere un libro: "Eva Luna" della famosa Isabel. (Non l'avevo apprezzata molto la prima volta, invece mi sto ricredendo; fra i suoi libri, personalmente, consiglio "Afrodita").

Dopo aver passato la bellezza di 3 ore a visitare quella collina (con l'aiuto di un'utile e vivamente consigliata audio guida) ho intrapreso una breve risalita del Tamigi. Ho attraversato Tower Bridge, e ho proseguito a destra verso London Bridge. Lì la northern line mi ha portato a Mornington Crescent. L'ora di pranzo mi ha trascinato nel famoso bar: the Crescent, davanti al KOKO, una discoteca di non so quale tipo di musica m certamente non hip hop, che è quella che piace a me!
Si, oggi, invece di una colonna sonora mi ha accompagnato Eva...ogni tanto mi sedevo e leggevo. Consuelo ha chiamato sua figlia Eva per darle "voglia di vivere".
E' stato molto romantico. Un bell'incontro con la me viandante.
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categoria : londra, viandante, urì

per i vostri splendidi occhi by uri140208 - ore 22:31
lunedì, 13 ottobre 2008

In questi giorni sono stata figlia del cielo e della terra...sono passata attraverso dimensioni e luoghi per ritrovarmi in questo letto con il mio pigiama rosso nel tepore di una soffice coperta .

In pochi SP_A0248giorni sono successe cose imprevedibili. Bisogna cominciare a muoversi perché ciò che sogni abbia una possibilità di realizzarsi. Sono stata spesso ferma, nella mia vita, ad immaginare cosa avrei potuto fare, cosa avesse in serbo per me il mio destino. La risposta era che avrei potuto fare tutto e che nessun destino aveva in serbo nulla per me. Una volta ho sentito qualcuno dire che il destino era il divenire delle nostre scelte: quello che scegli di fare ti chiude delle vie e te ne lascia aperte altre. Il destino è scegliere e saper rinunciare. Pensiero inconcepibile per una che ha creduto all'esistenza di Babbo Natale fino all'età di ben 10 anni, che credeva che tutto fosse possibile.

Vagabondare, lasciarsi trasportare dalle strade, gettarsi a capofitto in quello che stai facenSP_A0247do consegnando a chi ti osserva le tue speranze mi ha fatto capire che è vero: il destino è il divenire delle nostre scelte. Qualcuno, molto prima di Albus Silente, disse che noi siamo quello che scegliamo di essere. E' perciò che tutto è possibile. Come trovarsi in un aeroporto, la terra di nessuno, e vedere una coppia che fa colazione alle 5 di mattina con una brioche calda e una bottiglia di birra. Se ti fermi davanti al tuo the ad osservare e a riflettere un minuto di più, puoi guadagnare molto tempo, puoi arrivare a molte conclusioni. Ma per trovarti in quel genere di stato, quello stato solitario e risolutivo, devi aver camminato molto in una qualche direzione, con costanza, con speranza anche illusa.

Io ho avuto ed ho tuttora molti sogni per il mio futuro. Sono stata e sono prima di tutto il resto un'incorregibile sognatrice. Passeggiare per le strade di una grande città, quale è Londra, la città delle opportunità sotto molti punti di vista, mi ha messo di fronte alla mia realtà, piano piano la nebbia si dirada e tutto comincia ad avere una forma sempre più definita.

C'è un posto in una traversa di Regent Street sulla sinistra venendo da Piccadilly Circus dove potete capire perfettamente cosa non volete nella vostra vita: si chiama Sketch ed è un posto fra lo chic e il kitch. C'è una tea room piuttosto stimolante. Ve lo consiglio, un po' caro, quindi meglio se fate tutti i vostri pensieri in un pomeriggio. Ottimo Chai tea. Bevetelo con una punta di latte.

Arrivateci sulle note di questa canzone di Vinicio: "Ovunque Proteggi" e se ha un qualche senso per voi questa canzone, vi sentirete come mi sono sentita io in questi giorni:

Non dormo, ho gli occhi aperti per te.
Guardo fuori e guardo intorno.
Com'è gonfia la strada
di polvere e vento nel viale del ritorno...

Quando arrivi, quando verrai per me
guarda l'angolo del cielo
dov'è scritto il tuo nome,
è scritto nel ferro
nel cerchio di un anello...

E ancora mi innamora
e mi fa sospirare così.
Adesso e per quando tornerà l'incanto.

E se mi trovi stanco,
e se mi trovi spento,
sei meglio già venuto
e non ho saputo
tenerlo dentro me.

I vecchi già lo sanno il perché,
e anche gli alberghi tristi,
che il troppo è per poco e non basta ancora
ed è una volta sola.

E ancora proteggi la grazia del mio cuore
adesso e per quando tornerà l'incanto.
L'incanto di te...
di te vicino a me.

Ho sassi nelle scarpe
e polvere sul cuore,
freddo nel sole
e non bastan le parole.

Mi spiace se ho peccato,
mi spiace se ho sbagliato.
Se non ci sono stato,
se non sono tornato.

Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore,
adesso e per quando tornerà il tempo...
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare.

In ricchezza e in fortuna,
in pena e in povertà,
nella gioia e nel clamore,
nel lutto e nel dolore,
nel freddo e nel sole,
nel sonno e nell'amore.

Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.
Ovunque proteggi la grazia del tuo cuore.

Ovunque proteggi, proteggimi nel male.
Ovunque proteggi la grazie del tuo cuore.

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categoria : londra, città, viandante, urì

per i vostri splendidi occhi by uri140208 - ore 00:55
lunedì, 06 ottobre 2008

Eccomi qui...

Westminister Abbey vale la pena vederla. Non sono riuscita a capire perché il badge da studente che a Houses of Parliament mi ha fatto ottenere la riduzione del biglietto, qui non ha funzionato e la signora buzzurra della biglietteria ha cercato di farmi credere che se avessi avuto un anno di meno mi avrebbe fatto passare da studente lo stesso. Gli inglesi più non capisci quello che cavolo stanno blaterando più usano parole infrequenti così, se anche tu avessi capito perfettamente la pronuncia e avessi individuato correttamente la parola, non hai idea di cosa possa significare! Ad ogni modo Westminister è un museo vero e proprio, oltre a poterne ammirare l'arte e l'architettura, offre non poche emozioni come quelle suscitate dalla tomba del buon vecchio Isacco!

Dopo aver visitato in lungo e in largo Westminister, mi sono spostata al parlamento. Dunque, quel posto odora di vecchio. Questo mi ha fatto capire che per quanto ricche possano essere le persone che bazzicano lì dentro, per quanto tu possa essere her Majesty in persona, amica, puzzate tutti allo stesso modo. E' curato fin nei minimi particolari; il trono della regina, su cui si siederà, ad esempio, il 3 dicembre per il suo discorso, è tutto dorato ed è incorniciato da pareti altrettanto dorate, roba che a guardare tutto quel baldacchino ti ciechi! Ma quel posto contnua ad avere questo odore che mi ricorda tantissimo quello che ho sentito mille volte, durante le gite scolastiche alle elementari, nelle case dei contadini della campagna vicino a dove vivevo io. Questo odore di antiquariato, di un rudere antico. Simpatica questa cosa, no? Ricchi sfondati, contadini poverissimi, stesso odore di vecchio.

Ecco ora la parte del mio "viandare" che ho amato di più: Tower Hill. Ci sono stata solo poche ore ma non vedo l'ora di tornarci. Voglio attraversare Tower Bridge e risalire, poi, il Tamigi fino allo sfinimento, magari al crepuscolo in una giornata fortunata per quanto riguarda the weather!

Infine Tate Modern, ultimo piano, ottimo the alla menta, un libro in mano e lo sguardo che si affaccia su Londra. Ti senti come quando immagini il respiro di un sasso: potrebbe essere più lungo della vita di un uomo e per questo non possiamo percepirlo. Gran bella sensazione.

Ma in assoluto la cosa che consiglio di Londra è vederla passeggiando. Neanch'io ci credevo ma Londra è rapidissima da girare a piedi. I mean, io ho vissuto i primi 20 anni della mia vita a Roma e ho passato l'adolescenza percorrendo, come tutti gli adolescenti romani, via del corso da piazza del popolo a piazza venezia e tirando dritto fino al Colosseo. Vi assicuro che ci vuole un bel po' a farla e in fondo non ti sei spostato di tanto. A Londra, invece, percorri quelli che sulla cartina sembrano Km e Km in pochissimo tempo. Se vivi in zona 1 puoi girarti il centro a piedi e hai l'occasione di sentire la città con i suoi rumori, i suoi orari. Ovviamente nei limiti del possibile! Ad ogni modo quello che non si può perdere di Londra è passeggiare lungo le sue strade di sera tardi in un giorno insospettabile della settimana. Anche questa città sembra non dormire mai, ma ad un certo punto si calma come se riprendesse fiato per il giorno successivo, ed è molto suggestivo vederla quando è così vulnerabile.

Tutto questo per dirvi che i mie vagabondaggi li faccio sempre con 3 necessari elementi: uno zaino per i libri, una borsetta per il solo fatto che sono una femmina e i miei immancabili stivaletti rossi. Se vedete questa composizione con il naso all'insù aggirarsi per le strade della città degli eccessi, sappiate che sono io!

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categoria : londra, città, urì